Norme e principi per l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza
30 settembe 2026I sistemi di videosorveglianza rappresentano uno strumento sempre più utilizzato dagli enti locali per lo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali. Attraverso tali sistemi i Comuni e gli altri enti locali acquisiscono e trattano immagini e, in alcuni casi, ulteriori dati associati, come, ad esempio, le targhe dei veicoli. Le finalità possono essere diverse: sicurezza urbana, controllo del territorio, tutela del patrimonio pubblico, monitoraggio della circolazione stradale fino, nei casi espressamente previsti dalla legge, all’accertamento di specifiche violazioni. Proprio la pluralità delle possibili finalità rende particolarmente articolata la disciplina applicabile.
L’utilizzo delle telecamere da parte degli enti locali non è infatti libero, né indifferenziato: la finalità perseguita costituisce il punto di partenza per individuare la disciplina applicabile e le condizioni entro le quali il sistema di videosorveglianza può essere utilizzato. L’evoluzione tecnologica dei sistemi, la crescente integrazione delle infrastrutture comunali con gli strumenti utilizzati per la sicurezza pubblica e, altresì, le nuove possibilità offerte dall’intelligenza artificiale rendono oggi ancora più rilevante la corretta individuazione delle finalità, delle responsabilità e delle garanzie applicabili.
La disciplina della videosorveglianza negli enti locali deriva dall’intreccio tra la normativa sulla protezione dei dati personali, le disposizioni in materia di sicurezza urbana e le specifiche discipline di settore, applicabili in relazione alla funzione concretamente svolta attraverso il sistema.
Il primo riferimento normativo è rappresentato dal Regolamento (UE) 2016/679, noto come GDPR (General Data Protection Regulation – Regolamento generale sulla protezione dei dati), che stabilisce la disciplina generale in materia di trattamento e libera circolazione dei dati personali ed è applicabile anche alle pubbliche amministrazioni.
In Italia, la sua entrata in vigore, nel maggio 2018, ha reso necessario adeguare la normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, già contenuta nel decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice Privacy), con il decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101. Pertanto, GDPR e Codice Privacy costituiscono allo stato i principali riferimenti generali anche per il trattamento dei dati effettuato dagli enti locali attraverso sistemi di videosorveglianza.
Alla luce della disciplina vigente, per gli enti locali, il punto di partenza nell’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza è la chiara individuazione della finalità perseguita e del relativo fondamento normativo. Il trattamento delle immagini deve infatti essere riconducibile alle funzioni attribuite all’amministrazione. In particolare, ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, lettere c) ed e), del GDPR, il trattamento può essere effettuato quando sia necessario per adempiere un obbligo legale oppure per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all’esercizio di pubblici poteri attribuiti all’ente. In tali ipotesi, non è richiesto il consenso delle persone riprese.
L’amministrazione è comunque tenuta al rispetto dei principi generali stabiliti dall’articolo 5 del GDPR:
le immagini devono essere raccolte per finalità determinate, esplicite e legittime e che non siano successivamente utilizzate in modo incompatibile con lo scopo originario (limitazione della finalità);
le riprese devono inoltre essere circoscritte a quanto effettivamente necessario rispetto all’obiettivo perseguito (necessità e minimizzazione dei dati);
la presenza delle telecamere deve essere adeguatamente resa nota agli interessati (trasparenza);
le registrazioni non possono essere conservate per un periodo superiore a quello necessario (limitazione della conservazione);
l’ente deve adottare misure adeguate a garantire la sicurezza, l’integrità e la riservatezza delle immagini raccolte;
il Comune, in qualità di titolare del trattamento, è responsabile del rispetto di tali principi e deve essere in grado di dimostrarne l’osservanza, secondo il principio di responsabilizzazione (accountability).
In questo approfondimento troverete una breve analisi dei principali ambiti di utilizzo dei sistemi di videosorveglianza da parte degli enti locali e le relative specificità normative:
Videosorveglianza per finalità di sicurezza urbana
Videosorveglianza per finalità di polizia
Videosorveglianza e tutela dei lavoratori
Videosorveglianza e intelligenza artificiale.
Infine, alcune informazioni sui finanziamenti per l’installazione di sistemi di videosorveglianza nei comuni, le indicazioni del Garante per la privacy e gli adempimenti per gli Enti locali.