Anagrafe digitale degli istituti e dei luoghi della cultura e l’Albo digitale della sussidiarietà orizzontale
La legge 40/2026 rafforza il ricorso a forme di valorizzazione sussidiaria del patrimonio culturale, intese come modalità di collaborazione tra amministrazioni pubbliche e soggetti privati per la gestione e la promozione dei beni culturali.
Il legislatore interviene rendendo operativa la sussidiarietà orizzontale attraverso strumenti idonei a favorire il coinvolgimento di operatori privati, enti del Terzo settore e altri soggetti interessati, in un quadro di trasparenza e coordinamento.
In tale ambito, assumono particolare rilievo l’Anagrafe digitale degli istituti e dei luoghi della cultura, finalizzata alla raccolta e al monitoraggio delle informazioni relative al patrimonio culturale pubblico, e l’Albo digitale della sussidiarietà orizzontale, volto a individuare e qualificare i soggetti potenzialmente coinvolti nei processi di valorizzazione.
Ai fini dell’istituzione dell’Anagrafe e dell’Albo, la legge interviene sul Codice dei beni culturali e del paesaggio, con l’articolo 2, introducendo due nuovi articoli: 121 bis e 121 ter.
Con l’articolo 121-bis istituisce l’Anagrafe digitale degli istituti, dei luoghi della cultura e dei beni culturali di appartenenza pubblica con il compito di “censire le informazioni relative alle forme di gestione e alla conformità dei livelli di qualità della valorizzazione del patrimonio culturale, al fine di raccogliere e rendere accessibili i relativi dati nonché di monitorarne la gestione, valutando altresì l'adozione di forme alternative, nel rispetto dei principi del codice, e di promuovere la partecipazione dei soggetti privati, singoli o associati, alle attività di valorizzazione del patrimonio culturale medesimo secondo il principio di sussidiarietà”.
Per la definizione delle procedure di funzionamento, le metodologie di raccolta, le tipologie di dati, le forme e le modalità di accesso e di pubblicazione si rinvia ad un successivo decreto del Ministro della cultura, da adottare previa intesa in sede di Conferenza unificata.
L'Anagrafe raccoglie altresì informazioni sull'accessibilità, sull'efficienza e sull'equilibrio economico-finanziario degli istituti e dei luoghi della cultura, fornendo così una base conoscitiva più ampia rispetto alle sole forme di gestione e ai livelli qualitativi della valorizzazione.
Con l’articolo 121-ter viene istituito – nell’ambito dell’Anagrafe - l’Albo digitale della sussidiarietà orizzontale, il quale censisce i soggetti privati interessati alla gestione indiretta dei beni culturali di appartenenza pubblica, al fine di garantire la massima accessibilità, concorrenzialità, trasparenza e qualità della gestione, nel rispetto di quanto previsto dal codice dei beni culturali e del paesaggio, in quanto applicabile, dal codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, nonché dei principi della legge 7 agosto 1990, n. 241.
Ferme restando le forme di comunicazione e di pubblicità previste dalla legge, i soggetti iscritti nell'albo sono invitati a manifestare il proprio interesse in relazione agli avvisi e alle procedure comunque concernenti l'affidamento della gestione indiretta dei beni culturali e la concessione in uso di beni immobili appartenenti al demanio culturale.
I soggetti iscritti all’Albo sono inoltre consultati nell'ambito della definizione dei piani strategici di sviluppo culturale e dei programmi di cui all'articolo 112, comma 4, del Codice del codice dei beni culturali e del paesaggio, secondo quanto previsto dallo stesso.
Con successivo decreto del Ministro della cultura, da adottare, previa intesa in sede di Conferenza unificata sono stabiliti i requisiti dei candidati, le forme e le modalità della domanda, le categorie in cui l'amministrazione intende suddividere l'albo e gli eventuali requisiti minimi necessari per l'iscrizione in ciascuna di esse, nonché le forme di consultazione.
L’Anagrafe digitale degli istituti e dei luoghi della cultura rende accessibili le informazioni relative ai beni culturali di appartenenza pubblica, con particolare riferimento alle forme di gestione, ai livelli di qualità della valorizzazione e allo stato di utilizzo degli immobili, consentendo attività di monitoraggio e supporto alla programmazione degli interventi.
La comunicazione e l’aggiornamento dei dati coinvolgono gli istituti e i luoghi della cultura pubblici, nonché le amministrazioni pubbliche che abbiano la proprietà o la disponibilità, a qualunque titolo, di beni culturali.
Lo strumento è idoneo a incidere concretamente sulla programmazione degli interventi, fornendo una base informativa più solida per la valorizzazione del patrimonio pubblico. Particolare attenzione è dedicata anche agli immobili in disuso, che saranno censiti con indicazione dello stato di conservazione, dell’ultima destinazione d’uso, nonché dell’eventuale presenza di progetti di restauro o di accordi di valorizzazione, al fine di individuare le possibili prospettive di recupero.
L’Albo digitale della sussidiarietà orizzontale, integrato nell’Anagrafe è, invece, volto a censire i soggetti privati, singoli o associati, interessati a partecipare alla gestione indiretta o alla concessione in uso di beni culturali pubblici, favorendone l’individuazione nell’ambito delle procedure di affidamento.
L’integrazione tra i due strumenti consente, da un lato, di disporre di un quadro conoscitivo aggiornato del patrimonio culturale pubblico e, dall’altro, di individuare i soggetti potenzialmente coinvolti nei processi di valorizzazione, favorendo forme di collaborazione strutturata tra amministrazioni e operatori privati, in coerenza con il principio di sussidiarietà orizzontale.
Ai fini dell’attuazione delle disposizioni relative all’Anagrafe digitale e all’Albo della sussidiarietà orizzontale, la legge autorizza una spesa pari a 500.000 euro annui a decorrere dal 2026.
Ultima modifica: 26 maggio 2026