La normativa europea: l’Artificial Intelligence Act e Digital Omnibus sull'IA
Per quanto concerne l’ambito europeo, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale ha reso necessaria, già dal 2017, l’elaborazione di principi di regolazione, come i cosiddetti “Principi di Asilomar” (nati negli Stati Uniti per iniziativa di un gruppo di esperti).
Nel 2019 il gruppo di esperti ad alto livello della Commissione europea ha pubblicato gli “Orientamenti etici per un’IA affidabile” e nel 2020 la Commissione ha presentato il “Libro bianco sull’intelligenza artificiale”. Questi lavori hanno ispirato il Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024, noto come Artificial Intelligence Act o AI Act, che rappresenta il primo quadro giuridico completo a livello mondiale.
Il Regolamento, la cui proposta è stata presentata dalla Commissione il 21 aprile 2021 come parte della strategia digitale dell’UE, garantisce la protezione dei diritti fondamentali, promuove l’innovazione, la competitività e lo sviluppo di un ecosistema di fiducia. Incoraggia inoltre lo sviluppo e l’adozione di sistemi di IA sicuri e affidabili in tutto il mercato unico dell’Unione, sia nel settore pubblico sia in quello privato, con l’obiettivo di rendere l’UE un leader strategico nell’impiego dell’IA.
L’AI Act fa tuttavia parte di un pacchetto più ampio di misure a sostegno dello sviluppo di una IA affidabile, che include il Pacchetto Innovazione per l’IA, il lancio delle AI Factories e il Piano coordinato sull’IA. Tutte queste misure mirano a garantire sicurezza, diritti fondamentali e un’IA incentrata sull’uomo, e a rafforzarne l’adozione, gli investimenti e l’innovazione in tutta l’UE.
Il Regolamento stabilisce regole armonizzate per l’uso dell’IA nell’Unione europea, fornendo certezza giuridica attraverso un quadro unitario di norme applicabili a tutti i sistemi di IA immessi sul mercato dell’Unione.
Per accrescere la fiducia dei cittadini nell’IA, il Regolamento mira a proteggerli dai rischi potenziali attraverso una classificazione basata sul rischio e un insieme chiaro di regole e obblighi per i fornitori e i deployer (cioè i soggetti che utilizzano i sistemi di IA sotto la propria responsabilità) in relazione a specifici utilizzi. Tanto più alto è il rischio di danni alla società, tanto più rigorose sono le regole. Sono vietati i sistemi che comportano un rischio inaccettabile, mentre per quelli ad alto rischio sono previsti requisiti stringenti.
Il Regolamento introduce obblighi di trasparenza quando un rischio può derivare dalla mancata informazione sull’uso dell’IA. Non introduce invece norme per l’IA a rischio minimo o nullo, che oggi rappresenta la grande maggioranza dei sistemi utilizzati nell’UE, ferma restando l’adesione volontaria dei fornitori a codici di condotta.
La trasparenza è ritenuta fondamentale e trova maggiore applicazione nello sviluppo e nell’uso dei sistemi di IA ad alto rischio. In particolare, prima di utilizzare un sistema ad alto rischio, i deployer che sono enti pubblici o che forniscono servizi pubblici devono registrarne l’uso in una banca dati dell’Unione, dopo aver effettuato una valutazione d’impatto sui diritti fondamentali.
Il 27 luglio 2026 è entrato in vigore il Regolamento (UE) 2026/1744, il cosiddetto Digital Omnibus sull’IA, che modifica le tempistiche e l’applicazione dell’AI Act (Regolamento (UE) 2024/1689), intervenendo in parallelo su alcuni regolamenti settoriali esistenti, come il Regolamento (UE) 2018/1139 sull’aviazione civile e il Regolamento (UE) 2023/1230 relativo alle macchine.
In riferimento all’obbligo di alfabetizzazione in materia di IA, il Regolamento (UE) 2026/1744 ha modificato l’art. 4 dell’AI Act.
Nella nuova formulazione, i fornitori e i deployer di sistemi di IA adottano misure volte a sostenere lo sviluppo dell’alfabetizzazione in materia di IA del proprio personale e di chiunque si occupi del funzionamento e dell’utilizzo dei sistemi per loro conto, tenendo conto delle conoscenze tecniche, dell’esperienza, dell’istruzione e della formazione di tali persone, del contesto di utilizzo dei sistemi e delle persone o dei gruppi di persone su cui i sistemi sono utilizzati. Rispetto al testo originario, che richiedeva di garantire, nella misura del possibile, un livello sufficiente di alfabetizzazione, l’obbligo riguarda dunque l’adozione di misure di sostegno e non il raggiungimento di uno specifico livello. L’obbligo si applica a tutti i settori, pubblici e privati, e riguarda quindi anche le pubbliche amministrazioni.
Ultimo aggiornamento 15 ottobre 2026